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Mamma, ti chiedo scusa

Un altro ragazzo salvato dalla dipendenza racconta la sua esperienza al Narconon

Durante il Programma Narconon l’ospite vive spalla spalla con ospiti ed operatori. La buona riuscita del percorso è anche possibile per lo sforzo di gruppo e l’aiuto vicendevole “ospite – ospite” ed “operatore – ospite”. Grazie a questo si creano amicizie vere, pulite ed oneste. In effetti una persona, mentre si libera dalle sue ombre e mentre si ripulisce dai veleni assunti, torna a sperimentare quelle emozioni e quelle sensazioni insite nei rapporti interpersonali, prima resi freddi ed insipidi dalle sostanze. L’esperienza ti rimane nel cuore e non puoi non essere riconoscente a chi, durante le difficoltà, era lì a tenderti la mano.

“Bè che dire… ho finito il programma!
Un concetto bellissimo che ho letto su uno dei cataloghi appena arrivato al Centro era che al Narconon i ragazzi non vengono chiamati e considerati drogati, o tossici ma ospiti.
Qua dentro questi ospiti imparano nuovamente a vivere, si impara a superare qualsiasi ostacolo o come si dice qui a stare di fronte a qualsiasi situazione!

Ci sono stati momenti neri nella mia vita, non potrò mai dimenticare quando ero a Dubai da mio padre con i poliziotti che gli ribaltavano la camera, la sua camera, chiedendogli dove fosse la droga e non potrò mai dimenticare lo sguardo di mia madre quella notte in Kenya quando la polizia mi portava via da casa sua in manette dentro all’ascensore con una pistola puntata, non potrò mai dimenticare quello sguardo.

Ti chiedo scusa mamma non hai fallito era tutta e solamente colpa mia.
Te e papà mi avete cresciuto con dei principi sani e non mi avete mai fatto mancare niente e per questo ve ne sono grato.

Grazie Habon, thank you for been there after this tough part of my life, you proved to be something special.

Un ringraziamento va a tutto lo staff, a Germano indimenticabile che mi venne a prendere come un caro amico e mi rassicurò quando ero in condizioni pietose, al Supervisore Sergio, a Teresa che con una carezza e una passeggiata mi ha sempre tirato su il morale, a Lino persona d’oro, a Moira sempre stata gentilissima, a Frank che ne sa più del diavolo e a sua moglie Bruna, a Fabrizio, Gabriella e Maria che mi hanno sempre viziato con affetto e piatti deliziosi, a Michele detto anche Elettromachine, a Matteo un ragazzo preparatissimo, a Diego e Donato che hanno dato la speranza alle nostre famiglie, ad Alex impressionante nel suo lavoro per la sua età, ad Alessia che mi insegnò cosa significa nutrire l’anima, ad Andrea new entry nello staff, ad Antonio che ha un cuore enorme che ti insegna come vivere con te stesso qui al centro e anche sul campo di calcetto ed un grazie infinito ad Elisa che ha vinto contro quella parte di me che non confrontava e trovava giustificazioni per non affrontare alcuni nodi della sua esistenza.

Ma la mia permanenza non potrebbe essere mai stata una permanenza felice se non fosse per voi ragazzi, ospiti come me, che nei tempi liberi, tra bigliardino, calcetto, basket, film o quando come quella volta tutti seduti col fiato sospeso a tifare il Tottenham che segnava al 95esimo… non lo dimenticherò mai!

Quindi grazie ad Alessandro, Fatjon, Mario, il grande Yann, Tonino, Paolo, Simone, Mauro, grazie a Luca l’alieno ed il mio fratello nero George, grazie a Leo e Andrea per tutti i pesci che nuotarono con loro, grazie a Mattia per la sua risata contagiosa , grazie a Fausto con cui ho sempre discusso di politica e di come salvare l’ambiente, grazie a Massimetto ed i suoi “annammo”, grazie a Luca Yazo, grazie a Martin e Chiara per esserci stati in lavanderia, grazie a Mirco per tutti i wakanda e le lotte di elastici, grazie a Daniele detto Squalo eroe subacqueo e grande viaggiatore dell’Africa, grazie a Simone che veramente sei un amico, grazie all’indimenticabile pazienza e le mille risate con Carmelo, grazie a Roberto, Peppino (ti aspetto in Kenya), grazie a Bruno, grazie a Manuel ragazzo d’oro che dal primo giorno abbiamo legato moltissimo, ti auguro il meglio!
Ed un ultimo infinito grazie ad una persona speciale che ogni mattina mi metteva una merendina sul comodino preoccupandosi di me come un padre… grazie Fabio.

Vi voglio bene, non mollate.”

YASIN A.

Uscire dalla dipendenza si può.
Salva la tua vita, quella di un familiare o di un amico!


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