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Io sono contro

Riflessioni di un vecchio ospite del Centro Narconon Astore

“Sin da piccolo sentivo di dover manifestare la mia contrarietà a certe cose che secondo me non andavano bene. Sbagliando di grosso finii ad usare droghe, come sistema per essere contro al sistema. Ero per la legalizzazione e volevo sentirmi libero, totalmente libero di sperimentare qualsiasi cosa. Non sapevo che stavo solo imprigionando me stesso. Nei confronti degli spacciatori nutrivo una sorta di rispetto, come quello che si nutre ai propri rapitori dopo che la tua vita è forzatamente nelle loro mani. I ragazzi che mi prestavano la droga, quando non potevo permettermela, erano i miei veri amici, le persone di valore. Ero contro al sistema, al governo, alle forze dell’ordine. Come modo di manifestare questo, non commettevo atti illeciti ma mi drogavo, pretendendo di essere nel giusto. D’altronde avevo sentito da qualche parte che questa società funzionava così: “nasci, produci, consuma e crepa”. Bè io non volevo di certo fare parte di questo meccanismo. Non ero una rondella. Non mi avrete mai, pensavo. Eppure, che stupido! Vi ero entrato fino alla gola, tanto da non poter più respirare.

Dovetti toccare il fondo dei fondi per accorgermi che era tutto sbagliato e che in questo modo i “cattivi” erano riusciti a mettermi in un angolo, a mordermi la coda da solo. Sì perché quando ti droghi tutte le tue abilità e le tue ambizioni sono dedicate a procurarti droga e sballare. Non voti, non dici la tua, non ti espandi, non costruisci, non manifesti la tua personalità.

Accettai l’aiuto che i miei familiari mi diedero, entrando nel Centro Narconon Astore e partecipando al Programma. A quel punto volevo essere libero dalla prigione che mi ero auto-costruito. Durante il programma sognavo la normalità e di adeguarmi alla vita, come tutti. Sognavo una famiglia, una casa in affitto, un lavoro e tutto quello che circonda queste cose. Tutto ciò che avevo quasi schifato fino ad allora erano diventate un miraggio ambizioso. Avevo lavorato sodo su me stesso, cercando di amputare l’anticonformista che era in me perché credetemi… stavo per perdere la vita e questo stava facendo impazzire di dolore quelli che mi amavano.

Il Programma Narconon è incredibile.
Tira fuori ciò che tu sei realmente, riabilita i tuoi scopi e ti rimette in piedi in modo che tu possa ancora giocare al gioco della vita, rispettando te stesso e gli altri. In particolare l’ultima fase del programma ti permette di ripristinare quei valori universali che portano più bene che male a noi stessi e a tutti coloro che ci vogliono bene, fino a considerare il bene della società e del mondo intero. Ma badate bene… quei valori sono i tuoi valori, quelli che tu abbracci in base alla tua personalità e alla tua testa.

È durante questa fase che ho ricordato ed accettato di essere un anticonformista.
Ma… in un mondo che va alla deriva… qual’era il vero anticonformismo?
Bè al giorno d’oggi, quando l’80% dei minorenni usa abitualmente cannabis o alcool, quando il 40% di questi provano droghe pesanti, quando presunti cantanti inneggiano indisturbati alla droga, quando il governo valuta l’eventualità di legalizzare le droghe leggere, quando le rotte dello spaccio di droghe sono rese percorribili dalla corruzione, quando per curare i tossicodipendenti gli psichiatri li riempiono di metadone o psicofarmaci, quando il vecchio elettroshock viene riesumato in nome di “nuova tecnologia per aiutare i cocainomani”, qual’è il vero anticonformismo?
Il vero anticonformismo è essere contro.

Contro alla droga. Contro agli spacciatori di morte. Contro allo spaccio di sostanze legali, mascherate da medicine.
Il vero anticonformismo oggi è essere giusti. E’ aiutare gli altri. E’ avere una condotta esemplare e camminare a testa alta, sapendo di essere corretti con se stessi e tutti.
È aiutare tua nonna a fare la spesa. E’ aiutare tua figlia a fare i primi passi. È insegnarle che la vita va tutelata, rispettata e vissuta con forza ed amore, con quell’energia che altrimenti la droga ti ruba, giorno dopo giorno.

Questo è quello che ho capito e che rispecchia veramente la mia vera essenza.
Io sono contro. Contro alle cose sbagliate. Come prima. Più di prima. Ma grazie al Narconon mi trovo sul binario giusto e sto facendo, nel mio piccolo, qualcosa a riguardo. Perché ora amo la vita.

Il mio cuore è sempre grato e abbraccia gli operatori, la mia famiglia, il Narconon e Ron Hubbard. E’ grazie ai suoi studi e alle sue scoperte se oggi io sono vivo e me stesso, più che mai!

Un vecchio ospite del Narconon, “pulito” da quasi vent’anni.”

A.F.

Uscire dalla dipendenza si può.
Salva la tua vita, quella di un familiare o di un amico!


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