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Schiavo e chiuso in quella gabbia chiamata cocaina

Un lucido resoconto di un ex ospite del Centro Narconon Astore

Un lucido racconto di Antonio, un ex ospite del Centro Narconon Astore che non senza difficoltà è riuscito ad evadere dalla prigionia della cocaina. Dalle sue parole si può capire quanto il Programma Narconon coadiuvato dalla professionalità degli operatori, sia in grado di rimettere ordine nelle vite delle persone, permettendo un nuovo inizio, pieno di sogni e libertà.

“Era il 6 aprile 2018 pomeriggio quando sono arrivato al Centro Narconon Astore. Ricordo ancora quel giorno, avevo fatto sette ore di auto completamente zitto, amareggiato, e mi sentivo uno sporco fallito. Guardavo al finestrino le strade, le auto, il cammino, ed ero completamente allo scuro di dove mi stessi dirigendo.

Era chiaro però che avevo bisogno di aiuto, il che, per il mio carattere scontroso, fuggitivo, disonesto e sfuggente, non chiedevo.

Era chiaro anche che ero allo sbando e una mina pronta ad esplodere, fonte di guai, bugie, debiti e senza nessuna cognizione di causa verso di me, le persone care e le persone che riempivano la mia vita quotidiana. Ero succube di una routine malata, drogata e intossicato da abitudini e modi di fare che avevano annientato la persona che ero prima di diventare “schiavo” di una sostanza maledetta. Nel giro di pochi anni senza accorgermene sono riuscito a fare terra bruciata intorno a me perdendo quella sincerità, il buono che avevo dentro, la voglia di divertirmi, l’accontentarmi e i sani obiettivi quali la famiglia, il lavoro, i rapporti umani.

I miei valori erano ormai un ricordo ed agivo mascherato e cambiando più volte costume, come se fosse sempre carnevale. Mi sentivo di valere tanto ma oppresso e succube… non ero più padrone della mia vita e la mia gabbia era la cocaina. Mi sentivo una tigre in gabbia.

Sono arrivato qui al Narconon Astore grazie all’aiuto dei miei cari, mi sentivo sconfitto, di aver perso tutto. Pensavo ai 5 mesi che avrei dovuto passare al Centro e la vedevo come la mia rovina.

Oggi devo dire che il Narconon è stata la mia unica salvezza, grazie al Narconon finalmente sono tornato a vivere e riprendermi in mano tutto. Ogni giorno che passava era un traguardo e una croce in più sul mio calendario. Mi sono disintossicato e subito dopo ho lavorato su quegli ingranaggi mentali che mi imprigionavano e mi tenevano rinchiuso.

Un passo alla volta, con il mio impegno e con l’aiuto e la professionalità di tutti gli staff del centro, con tutti voi ora e noi prima, giorno dopo giorno ho cominciato a rompere quella gabbia che mi teneva e quella routine che mi sopprimeva.

Mi sento di aver fatto un lavoro accurato e profondo e i cambiamenti, le prese di coscienza che oggi riconosco sono stati grandissimi, tantissimi e spettacolari. Sono ritornato un “nuovo Antonio”, più forte, più sicuro di me, più determinato e deciso e questa mia condizione ho deciso che deve migliorare.

La droga mi ha tolto troppo e ora voglio solo guadagnare dalla vita e fare quello che è il maggior bene e ciò che mi rende orgoglioso, fiero e grato.

Una frase che ogni giorno qui dentro mi ha dato la forza e mi ha fatto passare attraverso le difficoltà, i blocchi e le routine che mi divoravano è questa:

“Solo le tigri ce la faranno ma sarà dura anche per loro”.

Voglio lasciarvela e invitarvi a cogliere la vera essenza di questa frase.

Oggi, qui e in questo momento rompo del tutto la gabbia che mi ha imprigionato e apro un nuovo capitolo del mio libro, dimostrando che la tigre che avevo dentro è più forte di prima e pronta ad affrontare tutto e tutti.

La mia “nuova” vita.”

Con affetto e gratitudine,

Antonio

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