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Mescalina, cosa è e cosa provoca in chi ne fa uso

Mescalina: come si assume e quali sono gli effetti

La mescalina è un’antica sostanza psichedelica contenuta nel peyote (e in altre piante grasse), una tipologia di cactus diffusa soprattutto in Messico e nelle zone semi-desertiche dell’America centrale e settentrionale. Appartiene al gruppo delle feniletilammine e agisce come un potente allucinogeno: questo ne ha incrementato l’uso come droga d’abuso.

La sua assunzione avviene per via orale e nel mercato illegale è presente sotto diverse forme: polvere, cristalli, sali o liquido. Il colore che la contraddistingue è bianco, chiaro o marrone. Per quanto sia meno potente di altri allucinogeni come l’LSD, gli effetti che è in grado di indurre possono risultare ancora più pericolosi se utilizzata in combinazione con altre droghe come la cannabis o l’LSD stesso.

Rispetto alle altre sostanze d’abuso non causa dipendenza fisica o psichica, quindi le crisi d’astinenza non possono insorgere, ma può far sviluppare una tolleranza se viene consumata ripetutamente nel tempo.

Origini e brevi cenni storici

Il suo impiego risale addirittura agli Aztechi e ai Maya, popolazioni che la consumavano per motivi religiosi, affinché la sostanza potesse metterle in contatto con le divinità. I Nativi Americani e gli antichi popoli del Messico erano soliti fare uso di peyote non solo nel corso di riti religiosi, ma anche per curare i mali: la presenza di alcalodi allucinogeni al suo interno permetteva, infatti, di sopprimere sofferenze ed emozioni.

Mescalina usata dai Nativi Americani
La mescalina era usata dai Nativi Americani

Dopo essere stata identificata nel 1897 e sintetizzata nel 1919, la mescalina fu ben preso usata come droga d’abuso per via dei suoi poteri allucinogeni: per questo nel 1970 Stati Uniti e altri Paesi (inclusa l’Italia) la dichiararono illegale. Oggi il peyote (e quindi la mescalina al suo interno) può essere utilizzato solo dai seguaci del peyotismo della Native American Church e solo nell’ambito delle loro celebrazioni religiose.

Effetti collaterali della mescalina

Trattandosi di un allucinogeno, gli effetti che la mescalina è capace di provocare sono principalmente allucinazioni sensoriali di tipo uditivo, visivo, olfattivo o tattile. Se da un lato i sensi appaiono amplificati e il soggetto si sente euforico, dall’altro possono però manifestarsi sintomi come ipersalivazione, nausea, vomito, mancanza di fatica, sete e appetito.

Tra gli effetti collaterali più comuni vi è l’aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, ma anche ansia, stati di panico, deliri, tremori, visione offuscata, diarrea, aumento della temperatura corporea, paralisi respiratoria e danni epatici, soprattutto se la mescalina è assunta in quantità elevate. Chi ne fa uso può anche percepire il tempo e lo spazio in maniera alterata e sperimentare una perdita della memoria sia a breve che a lungo termine.

Leggi anche: Come agiscono gli allucinogeni sul cervello

L’esperienza con la mescalina può essere diversa a seconda delle persone che decidono di consumarla, ma in linea generale gli effetti si presentano in una fase successiva alla sua assunzione (in un lasso di tempo che va dai 45 minuti alle due ore dopo).

Uscire dalla dipendenza si può.
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