Come salvare un figlio dalla droga

Salvare un figlio dalla droga

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Salvare il proprio figlio è possibile

Come salvare un figlio dalla droga? è una domanda che si pongono molti genitori di tossicodipendenti. Solitamente la sensazione di un genitore che ha un figlio che si droga è una sensazione di impotenza. Si vorrebbe intervenire in modo determinante ma non si sa bene quale sia l’atteggiamento giusto da tenere perché magari in passato, armati di buoni propositi, non sono venuti a capo di niente. Altre volte a farsi la stessa domanda sono genitori che hanno provato di tutto con loro figlio, prima di gettare la spugna. Esistono genitori che hanno tenuto una linea molto dura con il proprio figlio e che hanno cercato di contrastare gli eventi con una rigida opposizione. Altri hanno cercato di essere comprensivi  cercando un dialogo in continuazione ma si sono sentiti presi in giro dalle continue bugie e promesse mancate. La prima cosa che ci teniamo a sottolineare è che salvare un figlio dalla droga è possibile. Questo è un dato di fatto. Decine di migliaia di persone sono riuscite a farcela.

I precedenti aiuti falliti del passato

Molti genitori hanno avuto dei veri e propri fallimenti nel cercare di salvare il proprio figlio. Magari hanno speso molto denaro pagando debiti, finanziarie, multe, avvocati ecc. strappando un ulteriore promessa di smettere. Cosa che poi non è avvenuta. Oppure hanno portato il figlio dallo psicologo, dallo psichiatra o al Ser.T, cercando di risolvere la situazione ma niente ha funzionato. Tali fallimenti non fanno altro che spegnere la speranza portando a credere che il problema non si possa risolvere. Ma l’unica cosa da fare in questi casi è NON mollare.

In moltissimi ci sono riusciti

Questo è vero. Tantissimi genitori sono riusciti nell’impresa. Uno solo è l’ingrediente per farcela e più avanti nell’articolo andremo a vedere il fattore che potrebbe portare ad una vittoria stabile contro la dipendenza da droghe ed alcool.

Cose da evitare e che NON funzionano

In questo paragrafo elencheremo una serie di tentativi o atteggiamenti che statisticamente portano ad un sicuro fallimento.

  •  Dare credito ad una promessa di non farlo più
    Chi usa droghe non può trattenersi dal farlo, se non per brevissimi periodi. Accettare una promessa di smettere equivale a perdere altro tempo e a non risolvere nulla. Sarebbe come abbandonare il proprio figlio al desiderio compulsivo di drogarsi ancora.
  • Cercare di controllare la persona
    Tenere denaro per conto del tossicodipendente, levargli il bancomat, le chiavi della macchina, accompagnarlo al lavoro o costringerlo a casa sono tutte azioni che possono arginare la situazione per qualche giorno ma non appena la persona riavrà il controllo della sua vita avrà una ricaduta e ci si ritroverà punto a capo.
  •  Pillole, medicine, gocce a altre sostanze sostitutive
    Questa è la strada verso un sicuro peggioramento. Non solo tali sostanze non curano niente ma dopo poche settimane generano una dipendenza ben peggiore di quella delle droghe da strada. Sedare il tossicodipendente è solo un misero tentativo di “addormentare il problema”. Di questo passo ben presto ci si ritroverà con una multi-dipendenza. (Vedi anche su Wikipedia). Per risolvere bisogna togliere la droga, non aggiungerne di nuove, non ci stancheremo mai di dirlo.
  • Colloqui settimanali con lo psicologo
    La psicologia tradizionale, fuori dai contesti comunitari, non può funzionare con le tossicodipendenze. La tossicodipendenza è un problema anche biochimico e senza intervenire con una disintossicazione la voglia di drogarsi resta. Chi usa droghe non può trattenersi tra una seduta e l’altra. Quando il bisogno di droga diventa forte si ha una sicura ricaduta.
  • Restare nel proprio ambiente
    Un processo di riabilitazione può avvenire quando ci si allontana dal proprio ambiente. Le solite “amicizie”, la vicinanza con certi luoghi di spaccio ed il contatto con gli spacciatori non aiuta di certo, anzi! Chi cerca di farcela rimanendo nel proprio ambiente e continuando a fare quello che faceva prima fallirà in una percentuale altissima di casi.

Come salvare un figlio dalla droga?

I numeri parlano chiaro. Per salvare un figlio dalla tossicodipendenza occorre affidarsi ai Centri di Recupero. In ambienti protetti e con l’aiuto di un metodo e di veri e propri professionisti del settore uscire dalle droghe è possibile!

La responsabilità dei genitori

Per uscire dalle droghe occorre un vero e proprio team di esperti. Per farlo bisogna come prima cosa disintossicarsi e poi risolvere le vere cause a monte del problema. Una vera riabilitazione dovrebbe anche fornire gli strumenti per vivere una vita sana. La fiducia in se stessi, i valori personali, l’onestà, la responsabilità, l’autocontrollo, la capacità di non lasciarsi influenzare da cose e persone… questi fattori sono determinanti per una vita stabilmente libera dalla dipendenza. E’ normale che una famiglia od un singolo professionista, non possano sostituirsi ad un gruppo di professionisti ben organizzati. Quindi la responsabilità dei genitori è quella di affidare il proprio caro nelle mani di esperti del settore.

La prima cosa da fare è chiamare il Numero Verde

La prima cosa da fare per salvare un figlio dalla droga è lasciarsi guidare da professionisti del settore. Una semplice chiamata al Numero Verde sarebbe sufficiente. Un operatore esperto ti farà alcune domande per capire meglio la situazione ed insieme valuterete gli esatti passi da fare per farcela. I genitori che sono riusciti a strappare il proprio figlio dalla morsa della droga hanno iniziato TUTTI nello stesso modo, da una semplice telefonata.

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Sia che il problema riguardi te o la persona a cui vuoi bene è il momento di lasciarsi aiutare. Gli operatori della Comunità di Recupero Narconon Astore conoscono la situazione e hanno un’esperienza trentennale. Stanco di sfogliare pagine? Ricevi una consulenza immediata. Chiama ora, max privacy.