Ho fatto pace con Dario

Una stupenda testimonianza sull'efficacia del Programma Narconon

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Ho fatto pace con Dario

“Ho sempre avuto fiducia ed ammirazione in Dario. Perchè fondamentalmente è sempre stato un bravo ragazzo, una persona buona. Aveva anche molte abilità di cui andare fiero. Era sempre il primo a buttarsi nella mischia per difendere uno dei suoi amici o per aiutare, spesso in modo incondizionato. Dario era uno di quelli che potevi chiamare nel bel mezzo della notte perchè eri rimasto senza benzina lontano da casa. Lui sarebbe arrivato subito, tribolando come farebbe un fratello maggiore. Dario quando vedeva un’ingiustizia o un sopruso nei confronti di persone indifese era capace di mettersi in mezzo e se necessario faceva a botte, da solo contro tutti e a volte tornava con il naso rotto.

Era anche un bravo calciatore e giocava con spirito di squadra. Per molti era un trascinatore.
Dario era un amico, un amico di quelli veri.

Un giorno iniziò a fumare marijuana, mi diceva che voleva solo provare, per vedere com’era. Allora faceva “figo” farlo. Io lo lasciavo fare, non credevo fosse un problema. Invece quella diventò un’abitudine, un vizio al quale difficilmente diceva di no. Piano piano iniziava ad uscire con altri “amici”, anche loro fumatori abituali di cannabis. Ed io sempre lì a guardare. Lentamente si stava allontanando dai suoi veri amici, quelli con i quali era cresciuto e dai quali era voluto bene come un fratello. Io sono l’unico che non lo ha mai mollato.

Ma purtroppo stavo solo a guardare. Non ho mai preso una posizione nei suoi confronti, anche se lo vedevo andare alla deriva. Non vi nascondo che oggi me ne pento alla grande. Avrei potuto risparmiargli 10 anni di inferno.

Perchè in poco tempo Dario era passato a droghe più pesanti. Al sabato o in occasioni speciali prendeva cocaina, a volte extasy. Mi diceva che voleva provare sensazioni nuove e che non sarebbe mai stato un tossico. Ed io gli credevo.

Di giorno in giorno mi sentivo sempre più lontano da quello che stava diventando. Non era più il Dario di sempre. Ed io non riuscivo neanche a guardarlo in faccia. Ormai usava eroina e metadone. Ricordo anche quando iniziò ad iniettarsela. Ogni tanto lo spingevo, cercavo di farlo reagire ma ormai era troppo tardi. Era come parlare ad un muro. Dario mi ha portato via 10 anni, mi ha fatto fare cose che di mio non avrei mai fatto. Mi ha fatto diventare un bugiardo, un ladro, una persona degna di sfiducia, un perdente. Ho finito per odiarlo. Nonostante tutto continuavo a combattere con lui, per farlo smettere entrando in una comunità. In cuor mio sapevo che lui non era così.

Un giorno di Febbraio ebbi la meglio e lo portai al Centro Narconon Astore. Lui era conciatissimo, i suoi occhi erano dei buchi neri e dentro il vuoto. Ma almeno questa volta voleva provare a smettere. È lì che ho capito che io e lui avremmo potuto tornare ad essere una cosa sola.

Durante il programma il vero Dario si iniziava ad intravedere. Mi guardavo allo specchio e rivedevo i suoi occhi neri puliti e luminosi. Anche mentalmente stava tornando la tigre di sempre. Era una soddisfazione per me. Una gioia indescrivibile. In poco tempo Dario era tornato! Ancora più forte, più sereno, più simpatico, più sicuro di sè e più amico di prima. Finalmente era libero dalle droghe. Ci ero riuscito!

Dario ha attraversato l’inferno e ce l’ha fatta. Io ho fatto pace con lui, con la mia famiglia e con le persone a me vicine. È 8 anni che non uso droghe e ora so, finalmente, che non le userò mai più. È 8 anni che io e Dario siamo tornati ad essere una cosa sola.

Per questo ringrazio la mia famiglia (grazie, grazie, grazie) e gli operatori del Centro Narconon Astore (i miei veri amici!)… senza il loro aiuto non ce l’avrei mai fatta.

Ringrazio anche Dario. Per la sua persistenza e la sua tenacia.
E per aver vinto una delle battaglie più dure della sua vita.”

Dario, 37 anni

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